Comune di Grugliasco

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8 FEBBRAIO 2020 – FOIBE E PROFUGHI ITALIANI: GIORNO DEL RICORDO A GRUGLIASCO

“Aspettando il Giorno del Ricordo” è il titolo del concerto che l'associazione Musica Insieme, in collaborazione con l'associazione Giovani amici della Musica (AGAMUS), ha organizzato sabato 8 febbraio, alle 18, nella cappella San Grato, in via La salle 4, a Grugliasco, a ingresso libero. Il concerto, eseguito da un gruppo di giovanissimi musicisti che frequentano il conservatorio, il liceo musicale e Musica Insieme è stato introdotto dall'intervento di Antonio Vatta, presidente della sezione torinese dell'associazione degli esuli di Venezia Giulia e Dalmazia, che ha raccontato la storia italiana che hanno vissuto lui e decine di migliaia di famiglie con il dramma dell'esodo”.

Tra il 1943 e il 1954 decine di migliaia di italiani hanno dovuto abbandonare le loro case e la loro terra natale nelle province – allora italiane – di Pola, Fiume e Zara, per sfuggire alle persecuzioni ed ai massacri di civili e militari da parte del regime jugoslavo. Per ricordare quella tragica pagina di storia, il Comune di Grugliasco celebra il “Giorno del ricordo”, stabilito nel 2004 con legge dello Stato per il 10 febbraio (data in cui nel 1947 fu firmato il trattato col quale l’Italia cedeva la regione dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia), con un manifesto che propone una riflessione sulla tragedia dei profughi e delle vittime delle foibe.

“Pensiamo sia necessario proporre soprattutto ai giovani una storia non monca e perciò credibile – dice il presidente del consiglio comunale di Grugliasco, Salvatore Fiandaca - divulgando le numerose cause che sono all’origine di eventi che appartengono alle pagine più tristi della storia. Cercare di capire la verità, evitando ogni strumentalizzazione ideologica di parte, è l’unica strada per conquistare la giustizia storica, la sola che può portare alla pace tra i popoli. Rendere omaggio alla memoria dei caduti civili incolpevoli ed alle decine di migliaia di famiglie che hanno dovuto affrontare il dramma di quell’esodo è un atto di umanità dovuto”.

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