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Gli asili nido comunali: La storia di ieri

GLI ANNI ’70
Gli Asili Nido Comunali della Città di Grugliasco sono nati alla fine degli anni ’70. In quegli anni gli Asili Nido svolgono una finalità prevalentemente assistenziale: si mette in primo piano la salute del bambino/a che vive in comunità, si presta attenzione alla prevenzione sanitaria dei piccoli ospiti: sono infatti presenti il Pediatra, l’Infermiere oltre che le Puericultrici, i Cuochi ed i Collaboratori.
Gli spazi del Nido vengono definiti “reparti” (lattanti, divezzini e divezzi). Accolgono bambini/e da pochi mesi a tre anni; l’organizzazione del servizio non è ben definita circa le modalità di inserimenti, la regolamentazione dell’accoglienza delle domande, la gestione del personale. Tuttavia, anche se le finalità di quegli anni differiscono dalle attuali, i servizi di allora sono le colonne portanti su cui si è basato il cambiamento sociale fondamentale per la vita di oggi; cioè l’entrata della donna nel mondo del lavoro, con la conseguente trasformazione delle persone, della famiglia, della società.

GLI ANNI ’80
Agli inizi degli anni’ 80, sulla spinta della nuova ottica con cui si guarda alla prima infanzia, mutano, a poco a poco, le finalità del servizio, che ora viene definito educativo-assistenziale.
Emerge l’esigenza da più fronti di creare, non solo una struttura che
accudisca i/le bambini/e,ma un ambiente educativo, anzi “didattico”, che stimoli il “ fare
del bambino/a”.
Il prodotto è al centro del processo educativo e l’adulto ne è il promotore. Scompaiono le figure sanitarie ed arriva il Coordinatore Pedagogico, le Puericultrici frequentano un corso regionale di qualificazione, con cui acquisiscono competenze educative, mutamenti di nome e di ruolo: f’ora in poi sono definite educatrici alla prima infanzia. A livello metodologico, si cominciano a sperimentare, gradatamente, altre forme di organizzazione delle sezioni e di modalità di inserimento. Inizia in quegli anni,
l’evoluzione della concezione del grande gruppo, a favore di una suddivisione che dà spazio a momenti di routine ed attività in piccoli gruppi. La sezione o il grande gruppo non sono più il solo punto di riferimento per bambini/e e famiglie, l’Educatrice assume il ruolo di figura di riferimento e, con il piccolo gruppo, accompagna il bambino/a nella sua evoluzione e crescita. Per favorire la messa in atto della programmazione educativa, tutte
le figure coinvolte e presenti nei servizi partecipano attivamente con e per il bambino/a. In questi anni, nasce il “Comitato di partecipazione e gestione degli Asili Nido”, La vita dei Nidi è costellata di partecipazione ad eventi cittadini, quali le feste fuori e dentro al Nido.

GLI ANNI’90
Negli anni ’90, la finalità del Servizio muta ancora: diviene luogo di sostegno alla genitorialità e promotore dei diritti dell’infanzia. L’equipe dei Nidi partecipa a numerosi corsi di formazione, che abbracciano più ambiti, culturali, educativi, psicologici, che determinano un nuovo modo di lavorare e di “pensare” il Servizio: al centro del processo educativo c’è il bambino/a, il suo essere bambino/a, l’adulto ne è l’ascoltatore, l’obiettivo è favorire la crescita di relazioni positive. C’è una maggiore attenzione all’unicità, oltre che alla socialità, del bambino/a. Il lavoro in rete con altre agenzie, come i Servizi sociosanitari, già iniziato negli anni ’80, permette agli Asili Nido di essere un punto importante per l’osservazione dello sviluppo del bambino/a e fonte di informazioni preziose per le agenzie territoriali. I Servizi sono nodi essenziali della complessa rete sociale.

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