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Stemma


Gonfalone

 

LA GRU IL SIMBOLO ARALDICO

Con Decreto del Presidente della Repubblica del 3 luglio 1962 al Comune di Grugliasco venivano concessi (e dunque riconosciuti ufficialmente) lo stemma ed il gonfalone, così descritti:

"STEMMA: di rosso alla gru d'argento sostenuta da un monte di verde, tenente nella zampa destra la vigilanza d'argento. Ornamenti esteriori da Comune con la corona cimata da altra gru dal volo spiegato.

GONFALONE: drappo di colore bianco, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Grugliasco. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto del colore del drappo con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento."

La documentazione storica necessaria ad ottenere il riconoscimento dello stemma era stata rintracciata presso l'Archivio di Stato di Torino, in cui è conservato un "Registro delle Insegne et Arme Gentilizie presentate dai Particolari di questa Città e di altri luoghi in virtù dell'ordine pubblicato da S.A. Serenissima li 4 Dicembre 1613". Il registro risulta inserito in un volume manoscritto, intitolato "Discorsi sopra le famiglie nobili del Piemonte di Monsignor Agostino della Chiesa ". Nel registro dunque viene descritto lo stemma della Comunità di Grugliasco, così com'era all'atto del suo deposito effettuato a seguito dell'ordine del duca di Savoia Carlo Emanuele I emanato nel 1613:

"[...] Una Grue d'argento posata sopra un monte verde, in campo rosso e sopra lo scudo altra Grue volante pur d'argento".

Per il gonfalone, o stendardo, non vi sono specifiche attestazioni documentarie storiche, ma le norme araldiche tuttora vigenti ne stabiliscono forma e colori, in conformità allo stemma: il bianco corrisponde, nel linguaggio araldico, all'argento, per cui anche la gru dello stemma si ritrova in realtà rappresentata indifferentemente nell'uno o nell'altro colore.

Perché la gru? Sicuramente venne scelta dalla Comunità di Grugliasco, in rappresentazione figurata del suo stesso nome, tra gli animali tradizionalmente usati in araldica. E negli stemmi essa compare sempre con la zampa destra sollevata, nell'atto di tenere un sasso (la cosiddetta "vigilanza"): nel caso la gru si addormentasse, il rumore del sasso che cade la sveglierebbe subito, riportandola ai suoi compiti simbolici di guardia contro eventuali pericoli.

DOCUMENTAZIONE: Archivio Storico della Città di Grugliasco. tel. n. 011-4013227



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