Palio della Gru

Ultima modifica 17 settembre 2020

Il Palio

Oltre alla festa di gennaio, sempre per ricordare il voto e la devozione dei cittadini grugliaschesi a San Rocco, dal 1984, la prima domenica di giugno, si corre il Palio della Gru. La manifestazione si riferisce, sempre ai fini della rievocazione storica e nel rispetto di fatti effettivamente accaduti, alla fine del 1500. La scelta di effettuare una corsa con i carri trova anch’essa fondamento nella storia. Era infatti abitudine in Grugliasco, nei giorni di carnevale, che alcuni carri percorressero le vie del paese trainati dai buoi. La gente poteva salirci sopra e in quel momento si trovava in una “zona franca”. Chi era sul carro poteva infatti dire quello che voleva e nessuno poteva ribattere o considerare tali affermazioni quali offensive o ingiuriose. Con il tempo la manifestazione perse di valore e venne sospesa per poi essere dimenticata fino a quando, nel 1984, alcuni grugliaschesi pensarono di fondare una associazione finalizzata al mantenimento delle tradizioni della Città e della Regione. Un ulteriore motivazione del Palio è altresì da ricercare nella sfrenata gioia e voglia di far festa che scaturì con la fine dell’epidemia. Non è infatti azzardato pensare che, dopo tanta morte e desolazione, coloro che avevano l’ingrato compito di raccogliere i cadaveri, i monatti, per festeggiare la fine della peste decidessero di fare un “gioco”, una tenzone, una gara tra i i borghi di Grugliasco, utilizzando proprio quei carri, ripuliti e abbelliti per l’occasione, che erano stati utilizzati per il loro triste mestiere.

I festeggiamenti del Palio

I festeggiamenti del Palio, che negli anni hanno subito una continua crescita ed hanno acquisito la propria importanza ed identità nella vita dell’ormai Città di Grugliasco, durano una settimana per terminare con la corsa (tenzone) che viene effettuata sempre la prima domenica di giugno.

Si inizia solitamente il sabato della settimana precedente al Palio dove il banditore, porta in tutti i canton (borghi) di Grugliasco la lieta novella della fine della peste e dell’inizio dei festeggiamenti.

La crida apre così la settimana dei festeggiamenti.

Dopo la lettura della Crida, in ogni borgo si procede all’apertura delle “Piole” nelle quali si fa  festa  fino a notte inoltrata mangiando e bevendo in allegria; negli anni ogni borgo si è organizzato alla meglio in relazione alla propria disponibilità di spazi, di persone che prestano il loro lavoro e, non ultimo, di budget di spesa. Alcuni borghi approfittano della serata per organizzare cene finalizzate alla raccolta di fondi per auto finanziarsi, altri organizzano vere e proprie rievocazioni storiche con coreografie curate nei minimi dettagli.

Lunedì sera è la volta della provaccia, dove il percorso di gara è dato a disposizione dei borghi e dei monatti (corridori) per testare il proprio carro e per prendere confidenza con il “circuito” studiandone i trucchi e le strategie. Vengono definite le tattiche, i cambi dei corridori, provate le traiettorie e la velocità con la quale affrontare le curve.

Il martedì sera è dedicato alla rievocazione storica dell’arrivo della statua di San Rocco e della successiva processione con un percorso che varia di anno in anno per toccare tutta la città ed i relativi borghi. Alla rievocazione partecipano tutte le borgate con un corteo di figuranti in costume storico.

Mercoledì è solitamente in programma un concerto (o comunque uno spettacolo) il cui fine, oltre a permettere di trascorrere una serata insieme ascoltando musica di qualità, è quello di raccogliere fondi che verranno interamente devoluti in beneficenza.

Venerdì sera viene disputato un altro evento agonistico, ma “al femminile”: è infatti la serata dedicata alla “Pallastraccia”. Ricercando nella storia dei giochi dell’epoca, la Cojtà Gruliascheisa, sempre con lo spirito della sana competizione, organizza per le ragazze delle borgate, un torneo di “Pallastraccia al femminile”.

Probabilmente a Grugliasco non esisteva al tempo un torneo simile, ma si è reputato giusto aggiungere, con licenza alla storia, ma senza richiamarla in prima persona, un ulteriore momento di aggregazione e di festa che vede impegnato in primo piano il “gentil sesso”. Le ragazze si sfidano in “mutandoni” e maglietta rincorrendo una palla di stracci, rispettando regole che del moderno calcio hanno poco o nulla, ma richiamano in qualche modo le regole del calcio medievale fiorentino.

Anche in questo caso la borgata vincente si aggiudica un premio.

Maggiori informazioni:

http://www.cojtagrugliasco.it/